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24-03-2006
DELLE ORIGINI STORICHE
DEI SUARDI
So che per la maggior parte di voi questa pagina sarą del tutto inutile (come, del resto, lo č un po' tutto il sito). Eppure, credo che per ognuno di noi sia importante conoscere la propria storia: ebbene, io lo faccio a modo mio :-)
Molti
anni fa, rovistando tra le cianfrusaglie di casa mia, trovai
un libricino
dedicato al mio piccolo paese di Bianzano. Il volumetto, scritto dal sacerdote
dehoniano
Padre Demetrio Serafino Suardi
e pubblicato intorno al 1979,
si intitola
"Bianzano e la
sua valle. Origine celtica, romana, longobarda. Ricordi, costumi,
leggende". Credo di poter dire che lo stile dell'opera sia un po'
di altri tempi (per cui, per esempio, vi sono moltissime citazioni di poeti
latini e italiani, con Bianzano che č spesso rappresentato quale tipico locus
amoenus). Eppure, ne emerge chiaramente l'attaccamento dellautore al paese
natio, a cui si aggiunge una punta di nostalgia che mescola ricordi d'infanzia,
storia e usanze contadine.
Molto
interessante č la prima parte dell'opera, dedicata alle origini storiche di
Bianzano. Presto troverņ modo di riportare queste informazioni.
Per
ora, il mio obiettivo č cercare di fare una sorta di ricostruzione (forse
attendibile o forse no) dell'origine storica del cognome Suardi
dal quale,
del resto, deriva anche lo pseudonimo con cui sono noto in Internet. Infatti,
cercando in rete su siti in lingua inglese, ho scovato alcune informazioni che
possono forse completare quanto documentato da Padre Demetrio Serafino.
Do innanzitutto per scontato che il mio cognome sia di origine germanica e, pił precisamente, longobarda. Questo per tre motivi principali:
·
il cognome
presenta la terminazione -ardi, tipica dei cognomi di origine germanica
·
il cognome
č diffuso in Lombardia che, come si capisce dal nome stesso, č la "regione
dei Longobardi"
·
sia alle
superiori che all'universitą mi č capitato di imbattermi in professori che,
venendo a conoscenza del mio cognome, me ne ricordavano subito l'origine
Ciņ premesso, sul libro di Padre Demetrio Serafino si trova una possibile spiegazione dell'origine del cognome, la quale richiama nientemeno che l'opera di Tacito intitolata "De origine et situ Germanorum" (meglio nota come "De Germania"). Ebbene, nel quarantesimo capitolo della sua opera, Tacito passa in rassegna una lunga serie di popoli barbarici contro cui i Romani erano impegnati a combattere intorno al 98 d.C. Lo storico romano comincia proprio dai Longobardi:
XL
Contra Langobardos paucitas nobilitat: plurimis ac valentissimis nationibus
cincti non per obsequium, sed proeliis ac periclitando tuti sunt. Reudigni
deinde et Aviones et Anglii et Varini et Eudoses et
Suardones
et Nuithones
fluminibus aut silvis muniuntur. Nec quicquam notabile in singulis, nisi quod
in commune Nerthum, id est Terram matrem, colunt [...]
Che,
tradotto, diventerebbe:
All'opposto (dei Semnoni numerosi) i Longobardi si distinguono per lo scarso numero degli abitanti: sebbene circondati da molte e valorosissime popolazioni, si mantengono al sicuro non per sottomissione (ai Semnoni) ma con l'affrontare intrepidi la mischia. Vi sono poi i Reudigni, gli Avioni, gli Angli e i Varini e gli Eudosi e i Suardoni e i Nuitoni che sono difesi dai fiumi e dalle foreste. E non c'č niente degno di nota nei singoli popoli se non che hanno in comune il fatto che adorano Nerthum, cioč la madre Terra [...]
Premetto
che il latino di Padre Demetrio Serafino č senza dubbio migliore del mio. Fatto
sta che tale testo permette di trarre alcune conclusioni:
·
il termine
"Suardones" mostra una chiara somiglianza con il cognome
"Suardi". Vero č che in Internet ho trovato altre versioni del testo
dove si riporta il nome "Suarines" al posto di "Suardones".
Tuttavia, tutti e due riflettono il cognome e, inoltre, la Wikipedia inglese
riporta entrambi i nomi (http://en.wikipedia.org/wiki/Suardones:
la pagina
si intitola "Suarines", ma l'indirizzo č "Suardones"
e c'č pure un redirect nel caso in cui voi cerchiate la parola
"Suardones").
· da quello che scrive Tacito, i Suardones non erano propriamente Longobardi ma erano, comunque, membri di una tribł affine a questi ultimi. Lo stesso Padre Demetrio Serafino ipotizza che al tempo della calata dei Longobardi in Italia (568 d.C.) gli stessi Suardoni si unirono agli invasori e si stanziarono nelle odierne valli bergamasche, dove poi ebbe origine il loro governo feudale. Sul libro di Padre Demetrio Serafino viene riportata una cartina antica (mi piacerebbe sapere dove l'abbia presa...) dove si mostra chiaramente il luogo di origine dei Suardoni: essi abitavano presso le foci del fiume Elba, in quell'ultimo pezzetto di Germania al confine con l'odierna Polonia. Subito sotto si trovava il territorio dei Longobardi. Pił ad ovest, a sud del'odierna Danimarca, vi erano gli Angli e Sassoni. E' abbastanza divertente notare come Tacito metta sullo stesso piano Angli e Suardoni: tuttavia, se i primi hanno avuto la fortuna di dare il loro nome ad un paese (l'Inghilterra) che ha fatto la storia del mondo e ad una delle lingue pił diffuse al mondo (l'inglese), i poveri Suardoni sono stati un po' pił "sfigati", visto che di loro ormai rimane solo traccia nel cognome di un paio di tizi sparsi per l'Italia :-) Insomma, la Storia sa come spassarsela...

Le tribł della Germania antica. Poco a sud dell'attuale Danimarca č possibile notare il territorio dei Suardones.
Questo
č dunque quanto ho potuto apprendere dall'opera di Padre Demetrio Serafino. Navigando
in rete, ho avuto modo di scoprire qualcosa di pił consultando la
Wikipedia
inglese e un sito norvegese dedicato alle antiche tribł germaniche.
In
primo luogo, i Suardones/Suarines, secondo un certo Schütte, avrebbero
dato il loro nome anche alla cittą tedesca di
Schwerin che
anticamente era nota come
"Zuarin". Tale
cittą č la capitale dello stato tedesco del Meclemburgo-Pomerania occidentale e
si trova proprio nella zona indicata come territorio degli antichi Suardoni.
Secondo
alcuni, tra l'altro, vi sarebbe traccia dei Suardoni in un
antico poema, il
Widsith. Si
tratta di un'opera di 144 versi, risalente forse al IX secolo e scritta in Old
English, con cui si fissano per iscritto alcune tradizioni orali del
popolo
anglosassone. Il poema, in realtą, č un lunghissimo elenco di popoli,
re ed eroi dell' "era eroica germanica", vale a dire del tempo in cui
gli anglosassoni abitavano ancora nelle terre dell'odierna Germania. Il poema č
diviso in 3 žula: il primo elenca nomi di re (nome del re
associato a quello della tribł), il secondo i nomi dei popoli visitati dal
narratore ("ero con i..." laddove i puntini di sospensione stanno per
il nome della tribł), il terzo i nomi degli eroi.
Nel lungo elenco di popoli, al verso 63, troviamo pure traccia (forse) dei
Suardoni:
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OLD
ENGLISH
60.Mid Gefžum ic węs ond mid Winedum
ond mid
Gefflegum.
ond mid ęnenum.
Mid Seaxum ic węs ond Sycgum
ond mid
Sweordwerum.
ond mid Heažoreamum.
Mid žyringum ic węs
ond mid žrowendum, |
INGLESE
MODERNO
60.With the Gepids I was and with
Wends |
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ITALIANO |
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(traduzione un po' libera)
Fui con i Gepidi e con i Wendi
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Da notare che, nel Widsith, l'identificazione di questi Sweordwerum rimane incerta. Visto che nell'opera si citano un po' tutte le tribł germaniche, mi pare comunque giusto identificarli con i Suardoni (non sono certamente io a dirlo ma dei germanisti inglesi). Se davvero gli Sweordwerum si possono identificare con i Suardones/Suarines, allora credo di essere arrivato alla conclusione del mio percorso e di avere individuato l'origine del mio cognome (e, stavolta, vi assicuro, che questa č farina del mio sacco...Padre Demetrio Serafino non sapeva -credo- dell'esistenza del Widsith né i germanisti all'estero sanno dell'esistenza dei Suardi in Italia...). Se cosģ č, dicevo, la traduzione in inglese moderno č chiarissima: Sweordwerum/Swordmen significa "uomini" (werum/men) "della spada" (sweord/sword....da notare come i due termini sono ancora simili tra loro).
PERCIO':
SUARDI = UOMINI DELLA SPADA
Credo, d'altronde, che questo tipo di nome di adatti bene a un popolo sicuramente bellicoso e fiero, come dice lo stesso Tacito.
(continua...)
Suhardian
bravenet.com